Area Cassa Risparmio (Pantin): cosa c'è sotto e cosa ci sarà sopra?
Pubblicato da prcscandicci su 31 Agosto 2009
Grazie alla collaborazione del gruppo consiliare del PRC ci è pervenuta la determinazione 383 del 31/07/2009 – settore ambiente – il cui titolo attira immediatamente la attenzione: Approvazione della analisi di rischio specifica relativa all’area Cassa di Risparmio di Firenze, via Pantin 1 – Scandicci.
Da una lettura attenta (anche se non semplice) ci sembra di possano ricavare tre considerazioni principali
1) chi propone
2) cosa c’è sotto (fisicamente, inquinamento sottosuolo)
3) cosa c’è sotto (dove si vuole andare a parare ?)
In primo luogo la analisi del rischio per questa area (che comprende l’edificio della Cassa di Risparmio e le sue immediate vicinanze) è stato richiesto e fatto da una società privata.
In secondo luogo sembra di poter capire che la zona attorno alla Cassa di Risparmio di Via Pantin ha qualche problema di inquinamento da idrocarburi; problemi che non debbono essere piccoli se la Provincia ha richiesto le particelle catastali e la planimetria per aggiornare la banca dati relativa alla bonifica dei siti inquinati; problema che non deve essere piccolo visto che ARPAT e provincia hanno presentato osservazioni (ma la dizione più corretta potrebbe essere contestazioni) su alcuni metodi con cui è stata valutato l’effetto che questa presenza di idrocarburi – presenti fino ed oltre i 9 metri sotto il suolo – potrebbe avere sull’uso di questo sito. Aggiungiamo che il parametro su cui si erano concentrate le osservazioni/contestazioni di ARPAT – il CSR – non e’ una bazzecola; infatti (riprendo da un testo che spiega la cosa)
L’articolato normativo fa riferimento a due criteri-soglia di intervento: il primo (CSC) da considerarsi valore di attenzione, superato il quale occorre svolgere una caratterizzazione ed il secondo (CSR) che identifica i livelli di contaminazione residua accettabili, calcolati mediante analisi di rischio, sui quali impostare gli interventi di messa in sicurezza e/o di bonifica.
In terzo luogo leggiamo sulla determinazione che il CSR proposto vale per la destinazione d’uso commerciale/industriale. Nel verbale della conferenza dei servizi (16.03.2009) che ha esaminato la proposta di analisi del rischio si leggere però che nella analisi di rischio presentata dal privato la area viene divisa in due sub aree probabilmente per ’separare’ la zona maggiormente inquinata da quella – diciamo così – un po’ più pulita: proposta questa contestata dall’ARPAT. Leggendo il verbale …non è possibile considerare due strati differenti per il suolo profondo come viene proposto per un eventuale scenario residenziale …..sembra di capire che una delle idee che stanno dietro alla cosa sia un qualche interesse par variazione di destinazione d’uso, magari legato al fatto che anche la Cassa di Risparmio ricade in una area di frangia (ma lungo l’asse Matteotti-Pantin ci sembra di ricordare che al massimo siano previste riprofilature dell’edificato e riordino dei piani terreni dell’esistente).
E già che siamo a parlare dell’immobile della Cassa di Risparmio una piccola curiosità: il 2 aprile (perciò non poteva essere un pesce d’aprile) 2001 il vice sindaco Gheri mi comunicava che erano stati …. svincolati Buoni del Tesoro per oltre 50 milioni di lire a garanzia di lavori di urbanizzazione primaria non eseguiti ed indispensabili ad ottenere il rilascio del certificato di agibilità dell’edificio adibito ad uffici …., buoni depositati il 3 aprile 1982 (19 anni prima). E se il Sindaco Gheri dovesse ricordare che è grazie alla interrogazione del PRC che si è chiusa quella annosa vicenda … sia chiaro che l’idea che c’era dietro (lettera al direttore della Cassa di risparmio del 09.02.2001 e risposta del 19.03.2001) prevedeva un uso pubblico di quei fondi che garantivano oneri di urbanizzazione, non una rinuncia.
Su questo tema è stata preparata assieme al gruppo del PRC questa interrogazione che sarà presentata in consiglio comunale.